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Meditazione zen

La nostra cultura occidentale ci porta ad una coscienza dualistica, noi e Dio: quello che avviene da parte nostra e quello che avviene da parte di Dio.
Guardiamo a quello che noi dobbiamo fare per raggiungere Dio.
Nella concezione orientale questo è visto in un modo unitario, circolare. Ma noi lo capiamo fino ad un certo punto, perché la nostra è una mentalità razionale, siamo figli dell'illuminismo razionalistico, facciamo quindi molta fatica a capire quello che non è spiegabile con la ragione. Crediamo di capire, ci sforziamo, vogliamo ..... Facciamo la distinzione tra l'impegno personale e la grazia di Dio, il dono di Dio.

Posizione 1

II maestro Yamada Roshi diceva ai suoi allievi cristiani: "io vi posso aiutare a fare l'esperienza globale della realtà e a divenire uno con tutto ciò che c'è, cosa significhi questo per voi cristiani, io non ve lo posso dire, siete voi che lo dovete scoprire.

Posizione 2

Non siamo abituati a fare "silenzio con le parole".
Quando noi recitiamo qualcosa ci viene spontaneo soffermarci sul significato, cercare di capire quello che abbiamo detto non lasciamo che le parole entrino in noi automaticamente senza una riflessione, che ci penetrino. La preghiera fatta anche di parole dovrebbe essere un fatto del tutto spontaneo.

La meditazione non è fine a se stessa, ci aiuta a fare il vuoto dentro di noi, perché qualcun Altro lo riempia.

Posizione 3
La meditazione è una via, un cammino da percorrere per una ricerca
spirituale.
Vi sono diverse tecniche di meditazione. E ognuno può scegliere quello che più risponde, che meglio risuona dentro di se.
Uno può usare la tecnica jogica che consiste nel ripetere un mantra, un altro la tecnica dello zen che consiste nell'osservare il respiro, un altro la tecnica di Vipassana che consiste nell'osservare le sensazioni del proprio corpo, un altro ancora la ripetizione del nome di Gesù, ecc.

Per la meditazione occorrono tre cose:
La posizione del corpo, la respirazione e l'atteggiamento interiore.
Il corpo deve essere, eretto, rilassato e al tempo stesso trovarsi in una positiva tensione.
Se non si riesce a stare in una delle posizioni sopra illustrate è anche possibile sedere su di una sedia, ma stando diritti e tenendo libera la zona petto-pancia-bacino.
Il respiro deve avvenire in modo tranquillo e naturale con un intervallo non troppo lungo tra inspirazione ed espirazione. Andando avanti subentra una respirazione profonda che favorisce il raccoglimento interiore e la concentrazione.
Stando seduti nel silenzio e nella concentrazione si lasciano andare tutti i piani, le idee e i pensieri che hanno a che fare con l'io.